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UNA PICCOLA SCHEDA
La Favola dei giorni più buoni
Nel 1993 è rinata a Cervia, nel Teatro Comunale di questa città, la tradizione emiliano-romagnola del Presepe animato, sulla base di canovacci e testi utilizzati per le sacre rappresentazioni diffuse in tutto l’Appennino toscoemiliano.
Il repertorio di riferimento per questa creazione è l’enorme patrimonio orale delle Natività popolari, eredi delle sacre rappresentazioni medioevali, giunte fino a noi in varianti dialettali e in lingua da tutte le regioni italiane.
Scorrono sul palco scene che venivano rappresentate nelle piazze, nei chiostri o nelle corti per raffigurare la Buona Novella, ma soprattutto nei teatrini di marionette di tutta Europa: strutture drammaturgiche simili si possono rintracciare nelle Szopka polacche, nei Belèm con fantocci spagnoli e portoghesi, nelle Natività quasi irriverenti messe in scena dai pupari siciliani, napoletani e belgi.
I protagonisti di queste storie recitate e cantate sono una Maria, un Giuseppe, un demone Belfagòr e un Arcangelo Gabriele molto terreni, che soffrono e combattono concretamente.
La loro vicenda si svolge in mezzo a figurine breugheliane come l’Oste o il Pastore Benino e fra le cose e i rumori della vita.
Il centro della scena è tenuto da un Teatro di Marionette, dove le scene si compongono e ricompongono quasi magicamente e le figure animate sottolineano l’incalzare degli eventi, secondo ritmi e tempi dettati dalla musica e dalla narrazione.







