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“LA MAIALEIDE, OVVERO:
BALLATE IN ONORE DEL NOBIL PORCO”

creazione: Teatro Socjale, Piangipane (RA), 2010; in repertorio

Di e con: il Fulèsta Sergio Diotti
Musica dal vivo: Pepe Medri / organetto diatonico 18 bassi

Nel 1994, nella fase di preparazione del suo secondo spettacolo da Fulèsta, Sergio Diotti fu sorpreso da una notizia a suo tempo sorprendente: in un dossier della FAO, l’organizzazione delle Nazioni Unite che si occupa di promuovere la sicurezza alimentare, migliorare la produzione agricola e di conseguenza la nutrizione, appariva tra le razze domestiche in via di sparizione la “nostra” Mora, ridotta ormai a sole 8 unità.

Dopo ricerche estese e approfondite, tra testi di zoologia e manuali di allevamento, storia dell’ alimentazione e gastronomia, ne è sorto questo omaggio all’animale che ha avuto un ruolo centrale nella sussistenza dei popoli di mezzo mondo: il maiale, nero, rosa, marrone o striato che sia.

In scaletta testi di tradizione popolare, motti, proverbi, modi dire e brani più “colti da:
“Elogio del Maiale” di Anton Francesco Grazzini detto “Il Lasca”; “Eccellenza e Trionfo del Porco” discorso piacevole di Giulio Cesare Croce; “Testamento del Porco” da Vincenzo Tanara; “Economia del cittadino in villa”; “Morte e resurrezione del Maiale” di Giovanni Tonelli; la “Favola di Ohimè o del Principe Porco”.

Che fulesta magico è Augusto Baioni, al secolo Sergio Diotti, capace di sciogliere nel suo paiolo di alchimista dialettale le favole di un tempo antico, il tesoro della tradizione orale …
Claudia Rocchi, CORRIERE DI CESENA

INFO
Pubblico: adulti
Tenuta: 100 spettatori, preferibilmente in una situazione non teatrale (osteria, corte all’aperto, sala conferenze);
Durata: 1 H circa
Esigenze tecniche: due sedie senza braccioli e un piccolo tavolino; impianto suono + microfono ad archetto o cravatta per il Narratore, due microfoni a condensatore su asta per il Musicista; luci fisse o d’ambiente a seconda dei luoghi di spettacolo.

LE STORIE DEL FOCOLARE
Il Cibo nelle storie, le storie del Cibo

creazione: 2023, Biblioteca Gastronomica del Rubicone; in repertorio

Di e con: il Fulèsta Sergio Diotti
Musica dal vivo: Pepe Medri (organetto diatonico, sega musicale)

Accasato da tempo con una chef, con genero chef e figlia maitre di sala, il destino di Diotti era segnato ed è quindi passato naturalmente dalle tavole del palcoscenico a quelle destinate alla ristorazione, come confermano le segnalazioni sulle principali guide nazionali.

La fame, l’eterna fame che attraversa i tempi dell’uomo come una maledizione, è il motore di tante imprese e di tante storie: come canta il Fulesta al suo arrivo in un luogo di racconto: “per un po’ da bere e da mangiare, son sempre pronto a ricominciare”.

E come lui si mettono eternamente in marcia tanti personaggi in cerca di un tozzo di pane: il Topino che ruba il cibo dalla scodella del Gallo (e la pagherà…), il piccolo Cecino grazioso e furbo mendicante, la Gatta Mangiona (lo dice la parola stessa…), il Maiale e il suo Testamento in onore del Padrone, un povero contadino e il suo radicchio magico, lo stesso musicista che accompagna il Fulesta: per un buon pranzo venderebbe l’anima al diavolo.

Come ci avevano insegnato Antonio Faeti, Giorgio Cusatelli, Massimo Montanari, il mondo delle fiabe è, tra le altre cose, una straordinaria raccolta di cibi e bevande, una dispensa inesauribile di piatti e pietanze spesso dotate di un effetto magico, capace di ribaltare situazioni e di sconvolgere destini.

INFO
Pubblico: adulti, famiglie, ragazzi sopra i 6 anni
Tenuta: 100 spettatori, preferibilmente in una situazione non teatrale (osteria, corte all’aperto, sala conferenze);
Durata: 1 H circa
Esigenze tecniche: due sedie senza braccioli e un piccolo tavolino; impianto suono + microfono ad archetto o cravatta per il Narratore, due microfoni a condensatore su asta per il Musicista; luci regolabili, fisse o d’ambiente a seconda dei luoghi di spettacolo.

I suoi luoghi di azione: le Osterie di famiglia; le terre del Rubicone; le Città, i Borghi, i Parchi naturali; e ancora, saltuariamente, le tavole dei palcoscenici.